Si è svolto venerdì 22 maggio, nell’Aula Magna “I Maestri” del Policlinico Sant’Orsola Malpighi, l’incontro “Fuori Sede, Dentro la Salute: nutrizione pratica, evidenze e counselling clinico”, promosso dal Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna.
L’iniziativa ha messo al centro una domanda molto concreta: come si può mangiare in modo sano quando si studia, si seguono tirocini, si ha poco tempo per cucinare e un budget limitato?
Il confronto è partito dai risultati di una survey somministrata agli studenti di Medicina e delle Professioni Sanitarie dell’Alma Mater. Dai dati emerge una forte attenzione al tema della salute, ma anche una distanza evidente tra intenzioni e vita quotidiana: molti studenti dichiarano di sentirsi in grado di scegliere alimenti sani, ma il tempo, il costo dei prodotti, l’organizzazione dei pasti e la praticità incidono in modo significativo sulle abitudini alimentari.
In particolare, l’indagine mostra che la maggior parte degli studenti prepara spesso i pasti a casa e porta con sé il pranzo quando si trova fuori per studio o lavoro, ma solo una quota ridotta dedica più di 30 minuti alla preparazione di un pasto sano. Emergono inoltre criticità legate al consumo di alimenti altamente processati e a una non piena aderenza ad alcuni cardini della dieta mediterranea, come il consumo regolare di frutta, pesce, cereali integrali e frutta secca.
Dopo i saluti istituzionali di Gianandrea Pasquinelli, Delegato alla Comunicazione e Terza Missione del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, l’incontro è stato introdotto da Maura Latini, Presidente di Coop Italia, che ha richiamato il ruolo della distribuzione cooperativa nella promozione di scelte alimentari consapevoli, accessibili e sostenibili, soprattutto per le fasce più giovani, spesso condizionate da tempo e budget limitati.
La tavola rotonda, moderata da Chiara Manzi, divulgatrice e professoressa di Medicina Culinaria, ha affrontato il tema da prospettive diverse. Matteo Vittuari, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, ha proposto una riflessione sul “vero valore” del cibo, mostrando come il prezzo di mercato non restituisca sempre i costi ambientali, sociali e sanitari delle scelte alimentari. Maria Letizia Petroni, Valentina Vicennati e Carolina Poli, del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, hanno approfondito il rapporto tra dieta mediterranea, counselling clinico e strategie pratiche per migliorare le abitudini alimentari degli studenti nella quotidianità.
La parte conclusiva è stata dedicata alle “pillole di ricerca DIMEC”, con gli interventi di Maria Pantaleo sulla nutrizione per il paziente oncologico, Daniele Zama sull’importanza della buona nutrizione fin dall’infanzia e Jennifer Pascali sui PFAS negli alimenti, un rischio emergente di crescente rilevanza per la salute pubblica.
L’incontro ha confermato l’importanza di affrontare l’alimentazione degli studenti non solo come responsabilità individuale, ma come tema di salute, prevenzione, sostenibilità e qualità della vita universitaria. L’obiettivo è continuare a promuovere strumenti pratici, occasioni formative e momenti di confronto capaci di aiutare gli studenti a costruire abitudini alimentari più sane, realistiche e compatibili con la vita fuori sede.