Occhio secco, informazione e qualità della vita

Occhio secco, informazione e qualità della vita

Il ruolo della comunicazione nella medicina centrata sul paziente

Pubblicato: 16 gennaio 2026 | Innovazione e ricerca

Occhio secco, informazione e qualità della vita: il ruolo della comunicazione nella medicina centrata sul paziente

In occasione del Congresso SISO AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti) tenutosi dal 6 all’ 8 Novembre 2025, a Roma, il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna ha contribuito al dibattito scientifico con una riflessione attuale e trasversale: il rapporto tra comunicazione, social media e gestione del paziente con patologia dell’occhio secco.

A portare il punto di vista del Dipartimento è stata Piera Versura, professoressa dell’Alma Mater e delegata alla comunicazione del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, intervenuta nella sessione dedicata alla patologia del dry eye, dal titolo “Dalla diagnosi alla qualità della vita del paziente: verso una medicina centrata sulla persona”.


L’intervento della prof.ssa Piera Versura è disponibile nell’intervista pubblicata su EyeSeeNews: Guarda l'intervista

Social media e patologia dell’occhio secco: un nuovo scenario

Negli ultimi anni, i social media e le grandi piattaforme digitali – da TikTok a YouTube, dai blog alle app di messaggistica – sono diventati veri e propri attori nel panorama della comunicazione sanitaria. Anche nel campo dell’oculistica, e in particolare nella gestione dell’occhio secco, queste fonti influenzano sempre più la percezione della malattia da parte dei pazienti.

La prof.ssa Versura spiega l’impatto di questo flusso informativo: informazioni non sempre controllate, talvolta imprecise o fuorvianti, possono generare aspettative irrealistiche o vere e proprie fake news. Il risultato è un paziente che arriva in ambulatorio con un’idea già strutturata della propria condizione e della terapia, in cerca di una conferma più che di una valutazione clinica.

Il nuovo compito del medico: governare la comunicazione

In questo contesto, il ruolo dell’oculista – e del medico in generale –continua la professoressa, si fa più complesso. Alla competenza clinica si aggiunge la necessità di decostruire convinzioni errate e ristabilire un dialogo basato su informazioni scientifiche corrette. Un “lavoro doppio”, che richiede tempo, ascolto e consapevolezza dei nuovi meccanismi comunicativi.

È proprio su questi aspetti che il DIMEC e l’Università di Bologna stanno investendo anche nella formazione dei giovani medici, attraverso insegnamenti elettivi dedicati alla comunicazione in ambito sanitario. L’obiettivo è fornire strumenti utili per comprendere e governare questo nuovo ecosistema informativo, evitando che altri soggetti prendano il posto del medico nella relazione con il paziente.

Verso una medicina più umana

Guardando al futuro, il quadro appare complesso ma non privo di segnali positivi. L’eccesso di informazioni – la cosiddetta info-obesità – sembra aver raggiunto un punto di saturazione, soprattutto tra i più giovani. Da qui, la speranza di un ritorno a una relazione più diretta, “dallo schermo allo sguardo”, in cui il medico possa recuperare pienamente il proprio ruolo di riferimento autorevole.

Nella gestione dei pazienti con occhio secco, questo significa dedicare più tempo, offrire una parola in più e costruire un rapporto basato sull’ascolto e sulla fiducia. Un approccio umanistico alla medicina, in cui la qualità della relazione diventa parte integrante della cura.

Governare la comunicazione, oggi, significa quindi tutelare la verità scientifica e rafforzare il legame tra medico e paziente, per una medicina sempre più centrata sulla persona.