Un nuovo laser sta cambiando il modo di eseguire il trapianto di cornea, rendendo l’intervento più preciso, personalizzato ed efficace dal punto di vista visivo. Se ne è parlato sabato 3 gennaio su RTC, nel corso di un’intervista al prof. Luigi Fontana, professore ordinario di Malattie dell’apparato visivo presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia.
📌 Per l’intervista completa si rimanda al seguente link: https://trcmodena.it/podcast/salute-benessere
Al centro dell’intervista, l’utilizzo del laser a femtosecondi, una tecnologia avanzata che consente di eseguire trapianti di cornea con un livello di precisione mai raggiunto prima. «Così come in altre specialità chirurgiche si utilizzano sistemi robotici per aumentare precisione e ripetibilità degli interventi – ha spiegato il prof. Fontana – anche in oculistica il laser a femtosecondi ci permette di “disegnare” il trapianto in modo estremamente accurato».
Grazie a questa tecnologia, il chirurgo può progettare al computer la forma dell’innesto più adatta per ciascun paziente. Il laser, guidato da un sistema informatizzato, esegue poi il taglio del tessuto corneale con una precisione inferiore al micron, sia nella cornea del donatore sia in quella del ricevente. «È come lavorare con un cesello – ha sottolineato Fontana – ma con una precisione impossibile da ottenere manualmente».
Il laser a femtosecondi prende il nome dall’estrema rapidità degli impulsi: la fase laser dell’intervento dura infatti solo pochi secondi, circa venti, a seconda della geometria da realizzare. Una velocità che si accompagna a un’elevata sicurezza e a risultati visivi particolarmente efficaci. Si tratta di una tecnologia complessa e costosa, disponibile nelle strutture pubbliche solo in pochi grandi centri. Al Policlinico di Sant’Orsola viene attualmente utilizzata in circa il 20% dei trapianti di cornea, in casi selezionati in cui può offrire un vantaggio clinico significativo.
L’intervento del prof. Fontana ha offerto l’occasione per raccontare al grande pubblico come l’innovazione tecnologica, integrata con l’esperienza clinica e la ricerca universitaria, possa tradursi in un miglioramento concreto delle cure e della qualità di vita dei pazienti. Un esempio di come la medicina accademica e ospedaliera del DIMEC continui a investire su tecnologie d’avanguardia al servizio della pratica clinica.